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Sulla semplice
facciata spicca una tradizionale rappresentazione
della Santa Sindone.
Grazie a questa presenza è stato
possibile accedere ai fondi, stanziati per
il “percorso sindonologico”
in occasione del Giubileo dell’anno
2000, che ne hanno permesso il restauro
pittorico.
Edificata dalla comunità a partire
dal 1626, ampliata nel 1764 ad opera di
Sebastiano Riccati (secondo un altro documento
da Bernardo Vittone), accoglie nel suo interno
un prezioso fonte battesimale del 1450,
commissionato dal castellano agli Zabreri,
artisti della Val Maira, per l’antica
parrocchiale del castello e qui trasferito
alcune decine di anni or sono.
Vi si trova inoltre un bellissimo organo
costruito nel 1906 da Francesco Vittino
della celebre famiglia di organari di Centallo.
Si notano alcuni dipinti ad olio di qualche
interesse; tra questi la pala d’altare
rappresentante il trionfo della Vergine
degli Angeli, opera del Grossi (1850).
Nel corso del 2006 è stato effettuato il restauro pittorico
dell’interno.
Il campanile, in mattone grezzo, di forme
slanciate, fu eretto nel 1746 utilizzando
per la base anche materiale in rovina della
chiesa di Santa Maria del Monastero.
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