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Commemorazione del 25 aprile 2020

Carissimi Concittadini,

mai come in questo periodo di emergenza sanitaria, che ci costringe a ristrettezze di libertà personale e sacrifici, riusciamo a capire il vero significato della ricorrenza che andiamo a festeggiare ed onorare.


Mai come in questo periodo l'Italia si è sentita unita e coesa, mai le note dell'inno nazionale, che nelle serate delle domeniche si diffonde dai due campanili del nostro paese, ha suscitato nei nostri cuori emozioni così forti, facendoci dimenticare i dissidi e le divergenze di idee, alleandoci idealmente in una guerra, perchè di guerra si tratta, contro un nemico subdolo ed invisibile qual'è il CoronaVirus.


Non ho usato il termine alleanza per caso.


La commemorazione del 75° anniversario della liberazione d'Italia, oltre che una festa nazionale della repubblica Italiana, è un giorno fondamentale per la storia d'Italia e assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze armate alleate e dalle forze partigiane contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l'occupazione nazista.


Ecco allora che la deposizione della corona d'alloro in ricordo ai caduti e ai dispersi italiani nelle guerre assume un duplice significato: il ricordo dei caduti di allora e di oggi che con strenuo sacrificio hanno donato la loro vita per liberarci dal nemico.


Il loro sacrificio sia monito a noi tutti a resistere, ora come allora.

Buon 25 aprile a tutti


Il Sindaco

Rag. Paolo Vulcano


grazie alla mia Giunta in quasi tutti i comuni della provincia di Asti verrà letta questa poesia


Una sera di sole.

I versi sono stati composti nel 1944 da un piccolo prigioniero del campo di concentramento dei bambini a Terezin (Repubblica Ceca), dove tra il 1941 e il 1945, furono rinchiusi 15 mila bimbi e adolescenti ebrei (250 neonati).

Chi aveva più di 14 anni (il poeta anonimo è uno di questi) veniva destinato al lavoro forzato. In migliaia furono poi deportati nei lager di Auschwitz e Treblinka.

C'è un filo ideale che accomuna il nostro tempo e quel periodo storico, come scrive il bambino.


«Me ne sto seduto nella polvere del cantiere.

E' un giorno come ieri, un giorno come tanti

Ogni cosa fiorisce e senza fine sorride

Vorrei volare, ma come, ma dove?

Se tutto è in fiore, oggi mi dico

perché io non dovrei?

E per questo resisto!».

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